
L’autore
del “fuorionda” Fini-Trifuoggi
sporge querela:
«Voglio essere risarcito»
(
Articolo
di Maurizio Di Biagio per il Messaggero
- 31-01-2010)
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«E’ un’operazione
commerciale condotta alle mie spalle»:
e per questo motivo il teramano
Vincenzo Cicconi, il videoperatore
autore del famoso “fuori onda”
con Gianfranco Fini e Nicola Trifuoggi
in occasione durante il Premio Borsellino
a Pescarai, ha deciso di sporgere
querela contro ignoti per violazione
dei diritti d’autore per il
video pubblicato a novembre dal
sito web La Repubblica.it.
«Non c’erano stati accordi
iniziali tra le parti e non era
stata resa alcuna liberatoria»
per la pubblicazione on line dei
commenti che crearono frizioni tra
Fini e Silvio Berlusconi e in qualche
modo complicarono la scalata di
Trifuoggi, poi fallita, alla Procura
generale di Roma, «se non
una generica offerta speditami via
e-mail, e successiva alla pubblicazione,
di 400 euro, un’offerta giunta
direttamente da un responsabile
del gruppo», racconta Cicconi,
molto amareggiato per la piega che
ha preso la vicenda.
«E’ stato ottenuto un
vantaggio a scopo di lucro»,
continua il teramano, «rafforzato
dal fatto che tuttora, su quel suto,
nel video è presente un’anteprima
pubblicitaria senza la quale non
è possibile visionare il
documento.
E pensare che il “fuori onda”
ha ricevuto l’attenzione di
circa 670mila utenti della Rete,
collocandosi al secondo e al settimo
posto in due classifiche dei video
più cliccati e addirittura
al primo e al quinto posto in quelle
dei video più votati, facendo
prefigurare una mera operazione
commerciale alle mie spalle».
La querela è stata depositata
giovedì negli uffici della
Polizia postale di Teramo.
Cicconi dice che, dopo essersi accorto
della «bomba che aveva tra
le mani», sbobinando gli interventi
del convegno pescarese, si è
affidato alla Rete cercando consiglio,
riversando su Facebook l’intera
trascrizione del dialogo intercorso
tra il presidente della Camera ed
il procuratore pescarese.
E sarebbe giunto proprio dal social
network, da un’amica, l’innesco
per la «bomba».
Cicconi, tramite il suo avvocato
Gianni Falconi di Teramo, chiede
ora oltre 200mila euro di danni.