PACOT VIDEO SI ARRABBIA per il video
che spopola su Yutube chiede un
risarcimento
(
Articolo
di Vincenzo Angelico per Qui Roseto
31-01-2010)
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Il video “ fuori onda Fini”
è diventato un cult dei fruitori
di Youtube.
Lo scambio di battute confidenziali
tra il Presidente della Camera,
Gianfranco Fini, e il procuratore
capo della Repubblica di Pescara,
Nicola Trifuoggi, ha creato, a livello
politico, delle tensioni supplementari
nel Pdl.
Ora, però, l’autore
del fuori onda, registrato il 6
novembre scorso, a Pescara, in occasione
dell’appuntamento conclusivo
del Premio Borsellino, ha rotto
gli indugi e ha deciso di citare
in giudizio il gruppo l’Espresso-Repubblica,
corredando la causa da una richiesta
di risarcimento danni di almeno
100mila euro.
Il nodo del contendere è
l’aver diffuso il video senza
autorizzazione, ma soprattutto senza
aver citato (se non in maniera marginale
in una sola occasione), il vero
autore dello stesso video.
Vincenzo Cicconi, titolare della
società teramana di produzioni
televisive PacotVideo, suo malgrado,
è finito nel tritacarne mediatico,
frutto dell’audio rubato che,
inevitabilmente, ha irrigidito i
rapporti tra Gianfranco Fini e Silvio
Berlusconi.
Ora però la storia avrà
un’appendice, visto che il
titolare dello studio di produzione
televisive, attraverso il suo legale
(Gianni Falconi), ha citato in giudizio
il gruppo editoriale per illecita
riproduzione del video, con una
richiesta di risarcimento danni.
La scelta di aprire un contenzioso
con il gruppo L’espresso-Repubblica,
è riassunta in una nota dello
stesso cameramen teramano.
“A livello nazionale il termine
"fuorionda" è entrato
nella terminologia di uso comune”
si legge nella nota di Cicconi,
“ e nell‘immaginario
collettivo ormai il "fuorionda
di Fini" è collegato
alla falsa esclusiva de La Repubblica
mentre in pochissimi, anche nella
mia città natale, sono al
corrente del collegamento della
PacotVideo al video stesso.
Il video e la trascrizione si sono
rivelati un eccezionale affare dal
punto di vista dell‘immagine
per Repubblica (Cicconi cita i dati
delle visite che il video ha avuto
sul sito del quotidiano, ndc), mentre
nessuno è invece a conoscenza
della realtà dei fatti e
cioè che esso era ed è
una esclusiva della PacotVideo".
In realtà, un contatto tra
l‘autore delle riprese al
Premio Borsellino, e il redattore
capo del quotidiano, relativamente
alla circostanza che le immagini
fossero state diffuse sulla rete
dal quotidiano senza autorizzazioni,
c’è stato, ma la proposta
di indennizzo di 400 euro non è
stata digerita da Cicconi. “
Mi sono sentito offeso dalla spiritosa
proposta”, dice ancora, “
che neanche avevo richiesto.
A quel punto ho deciso di affidarmi
ad un legale, affinché vengano
tutelati i miei diritti inalienabili:
come la proprietà e la decisione
di come utilizzare le proprie opere”.